Questa lettera l'ho copiata dal blog di Beppe Grillo. La sottopongo all'attenzione di chi dovesse, per caso, capitare in questa pagina. Se questo qualcuno esiste, gradirei un commento.
La lettera del padre di Aldo Bianzino morto in carcere è una riflessione sullo Stato. Cos'è lo Stato? Cosa significa "Stato" per ognuno di noi, nella nostra vita quotidiana? Io me lo sento addosso ormai come un vecchio cappotto, un impermeabile liso con le tasche bucate. Un concetto astratto, libresco, lontano. Un marchingegno di cui si sono perse le istruzioni d'uso. La parola "Stato" è una coperta sempre più corta che lascia scoperti i peggiori istinti del Paese.
"Gentilissimo Beppe Grillo,
Il caso recente di Stefano Cucchi e, quello ancor più recente, di Giuseppe Saladino a Parma (Il Manifesto dell'11 novembre), hanno richiamato l'attenzione sui casi di Marcello Lanzi e di mio figlio Aldo Bianzino, anch'essi morti in carcere in circostanze tutte da chiarire (chissà quando e soprattutto se). Ora, volendo esaminare il caso di Aldo, bisogna precisare alcune cose.
Il P.M. dott. Giuseppe Petrazzini, che aveva fatto arrestare Aldo e la sua compagna la sera del venerdì 12 ottobre 2007, è lo stesso magistrato che ha in carico le indagini sul suo successivo decesso avvenuto nella notte tra il 13 e il 14, Aldo era stato messo in cella di isolamento nel carcere "Capanne" di Perugia. Era stato visto da un medico, che l'aveva riscontrato sano e da un avvocato d'ufficio, col quale aveva parlato verso le 17 di sabato. Non sono disponibili registrazioni di telecamere su ciò che è avvenuto successivamente, né, dopo il decesso, la cella risulta sia stata isolata e sigillata, né che siano stati chiamati per un intervento i reparti speciali di indagine dei Carabinieri. A detta degli altri detenuti del reparto, durante la notte Aldo aveva suonato più volte il campanello d'allarme ed aveva invocato l'assistenza di un medico, sentendosi anche, pare, mandare al diavolo dall'assistente del corridoio, la guardia carceraria Gian Luca Cantore, attualmente indagato. Fatto sta che verso le 8 del mattino di domenica le due dottoresse di turno, arrivate a svolgere il loro turno di servizio, trovarono il corpo di Aldo, con indosso solo un indumento intimo (e siamo a metà ottobre, non ad agosto). I suoi vestiti si trovavano nella cella, accuratamente ripiegati (cosa che Aldo, in 44 anni, non aveva fatto mai). Le due dottoresse provarono di tutto per rianimarlo, ma alla fine dovettero desistere: Aldo era morto. L'autopsia, svoltasi il giorno dopo, diede risultati controversi: si parlò prima di due vertebre poi di due costole, rotte, poi tutto fu negato. Di certo ci fu un'emorragia celebrale e un'altra di 200 ml. al fegato. Segni esterni di percosse o violenze, nessuno (i professionisti sanno come si fa C.I.A. insegna). Ora, l'emorragia cerebrale è stata imputata ad un aneurisma, quella epatica ad un maldestro tentativo di respirazione artificiale, che le due dottoresse respingono nel modo più assoluto (e ci mancherebbe, si tratta di medici, mica di personale non qualificato), ma nessun altro ha affermato d'aver fatto tentativi in tal senso. Ora, può accadere quando si è nelle mani delle "forze dell'ordine", lo abbiamo purtroppo visto in molti casi, basterebbe pensare al G8 di Genova, e magari al colloquio recentemente intercettato nel carcere di Teramo (i detenuti non si massacrano in reparto, ma sotto!). L'emorragia cerebrale potrebbe benissimo essere stata la conseguenza di uno stress per colpi ricevuti in altre parti del corpo, immaginatevi l'angoscia e il terrore di una persona in quelle condizioni. In ogni caso credo proprio di poter dire in tutta coscienza che Aldo è stato assassinato in un ambiente violento e omertoso, del quale non si riesce neppure a sapere i nomi del personale presente quella notte nel carcere. Quanto al dott. Petrazzini, mi sembra che dignità gli imporrebbe di passare ad altri il suo incarico, date le omissioni, invece di insistere come sta facendo, per ottenere l'archiviazione del caso.
Ma i veri assassini sono coloro che hanno voluto ed ottenuto una legge sulle "droghe" come l'attuale, persone che nella loro profonda ignoranza, considerano in modo globale, senza distinzioni. Una legge fascista e clericale, da Stato etico e peggio, da Stato che manda in galera (con le conseguenze che si sono viste) il poveraccio che coltiva per uso personale qualche pianta di cannabis, mentre, se la droga (quella pesante, cocaina o altre sostanze) circola nei festini dei potenti, non succede nulla. Vorrei dire comunque che un Paese che considera delitto la detenzione e l'uso di droghe, magari solo marijuana, o l'essere "clandestino", pur non avendo colpe e quasi sempre per sfuggire a condizioni di vita impossibili, uno Stato che avendo preso in custodia delle persone, è responsabile a tutti gli effetti delle loro vite e della loro salute, uno Stato che non riconosce come reato gravissimo la tortura, uno Stato che difende i forti e i potenti e non i deboli, è uno Stato che non può ritenersi civile e non può chiedere ai suoi cittadini (o sudditi?) di amare la propria patria." In fede Giuseppe Bianzino, Vercelli, 16 novembre 2009
E' una lettera che si commenta da sè, mi pare. Ma quello che mi fa particolarmente impressione è il fatto che questo signore, non avendo più nessuno a cui rivolgersi, scriva a Beppe Grillo. Questo starebbe a significare che in questa nostra tormentata Italia non c'è più possibilità di avere giustizia per il cittadino anonimo. La giustizia "su misura" è solo appannaggio dei potenti.
Giorno 3 ottobre 2009 c’è stata
Pensate che neanche una TV pubblica o l’unica che dice di essere neutrale quale “ La 7 “ hanno ripreso in diretta la manifestazione; se questo non dimostra che il Premier possiede 3 TV di proprietà e 3 TV pubbliche su cui esercita il suo potere è proprio da ciechi. Cerchiamo di non essere ciechi e di non pensare che tutto quello che ci propina questo governo è bello e ben fatto.
La migliore democrazia è quella in cui la stampa può controllare e comunicarne le storture e in cui “Ognuno” può dire la sua opinione sempre nel rispetto del vivere civile.
Non si era mai verificato uno stravolgimento dei programmi delle TV pubbliche per un evento di “Porta a porta” in cui, senza alcun contraddittorio, il premier fa i suoi comizi e le sue elucubrazioni.
Non si erano mai presentati ostacoli politici così evidenti per l’approvazione di programmi TV(Anno zero, Report, Che tempo che fa, Parla con me, ecc) che poi, in definitiva, sono gli unici che veramente comunicano al pubblico fatti che possono evidenziare l’esistenza di una democrazia che indaga e comunica.
Se vogliamo continuare su questa strada allora continuiamo a votarli, questo vale anche per il nostro Sindaco di Palermo.
Per quest’ultimo, credo che, l’opera di distruzione e mortificazione della città e dei palermitani tutti, sia arrivato al colmo della sopportazione. Ricordiamoci : restituzione del tiket sulle zone a traffico limitato non ancora restituito a tantissimi, immondizia sempre in strada e sempre continui aumenti in vista anche dopo il +75% già applicato, raddoppio dell’IRPEF, disservizio pubblico in qualunque ufficio, traffico caotico e tartassamento continuo con gli Ausiliari per multe selvagge. Su quest’ultimo punto vi faccio notare che se una scheda per posteggio AMAT viene utilizzata in un posteggio gestito da un altro Ente, è multa.
Cambiare, dipende da Noi!!!
Arieccoli, direbbero i Romani; appena si sente l’odore di elezioni, quindi di soldoni, i soliti nomi noti dei mantenuti della politica, annaspando faticosamente, riemergono. Parlo dei voltagabbana, quelli che si servono della popolarità, acquistata nella maniera più viscida e triviale, per proporsi come parlamentari europei: Sgarbi, noto per le risse che provoca sui palcoscenici televisivi, cerca il suo posto al sole nel parlamento europeo, con l’UDC e non poteva essere diversamente considerato che la Sicilia, sua nuova terra d’adozione, è da sempre culla dei democristiani, non sempre della migliore qualità; Mastella, memore del favore fatto al cavaliere in quanto autore, insieme con Dini e con l’appoggio esterno degli estremisti di sinistra, della caduta del governo Prodi, si candida con il PDL (leggasi Popolo Dei Liberticidi). Tra i riciclati, aspettiamo la discesa in campo dell’ammiccante Capezzone, del borbottante Dini, ecc. Sono questi i personaggi che intendiamo mandare in Europa? Se per le elezioni politiche non abbiamo la possibilità di esprimere preferenze, in queste europee invece ci viene lasciata questa libertà. Intendiamo votare queste persone che, pur di farsi mantenere con i nostri soldi (perché vengono pagati con i nostri soldi), sono disposti a vendersi al migliore offerente?
Trovo indecente e oltraggioso, per il popolo terremotato, questo cercare di zittire quanti tra loro hanno dissentito sulle lodi sperticate fatte a chi "doveva coordinare" le operazioni di soccorso. Trovo assurdo e colmo di "sano" livore chi motiva le critiche ad "anno zero" (vedi Vespa, vedi Fede, ecc.) con la scusa che era una trasmissione a senso unico, fatta solo sulle critiche della "gente del posto" sulla funzionalità iniziale dei soccorsi (ma gli Italiani con un minimo di cervello avevano capito benissimo). Perchè Vespa e Fede non hanno ospitato loro i dissenzienti insieme con gli osannatori? Non sarebbe stato anche quello un pluralismo di informazione piuttosto che il solito lecchinaggio a cui sono assuefatti? Mi indignano le critiche dei colleghi di Santoro, basate solo su piccole ed ingiuriose invidie di vecchie comari. La verità è solo una: la vera invidia è perchè alcuni hanno gli attributi (Santoro, Floris, Lerner), mentre loro sono e saranno costretti, vita natural durante, a strisciare davanti a chi consente loro di avere una vita di privilegi. L’eliminazione di un vignettista è quanto di più meschino e ingiurioso questo governo possa fare, mi ricorda tanto il ragazzino sciolto nell’acido, solo per punire il padre. Sono altrsì convinta che ormai il popolo dei terremotati che dissentono non potranno avere più voce in qualsiasi programma televisivo, loro saranno sicuramente oscurati. Meno male che c’è internet con i suoi face book, con i blog di Lerner, di Grillo ecc.
Il risveglio dal letargo
Comincio a credere che il primo sole primaverile abbia risvegliato dal letargo invernale alcuni parlamentari filogovernativi. Ieri era tutto un imperversare di spiriti combattivi.
Si inizia con lo scoop della Mussolini, prima firmataria del dissenso per la legge, pretesa dai rappresentanti politici della lega, sulla denuncia che i medici dovrebbero fare degli extracomunitari clandestini che vanno a curarsi. Poiché io sono assolutamente convinta che i rappresentanti politici della lega siano ormai stati affascinati, fagocitati e trasformati (l’Iliade ci dice in che cosa) dalla novella Circe, “Roma ladrona”, queste trovate di leggi siano solo fumo negli occhi per i loro elettori, insieme con il federalismo fiscale (mi pare che siano tutti concordi nel dire che, allo stato attuale, sia una scatola vuota) e con i picnic animati dai vari Borghezio, Calderoli e non ultimo, anche se con una dizione più stentata dovuta alla malanno che lo ha colpito diversi anni fa, Umberto Bossi. Comunque bene hanno fatto i parlamentari filogovernativi a firmare quel documento perché, anche se una legge si propone per gettare fumo negli occhi, se la si lascia passare, dopo la legge resta: un plauso quindi ai firmatari.
Ieri sera, ospite di “Otto e mezzo”, c’era l’integralista Eugenia Roccella che difendeva ad oltranza la legge sul testamento biologico che pretende di imporre il nutrimento e l’idratazione forzata anche a chi li rifiuta (trattamenti questi, mi pare di aver capito, che prevedono un piccolo intervento chirurgico per inserire una cannula attraverso la quale far passare un complesso di farmaci miranti a fare sopravvivere a tutti i costi). Mi sono chiesta se la parlamentare Roccella preveda per i dissidenti anche un immissione di olio di ricino: sarebbe più confacente al “suo” criterio di libertà individuale. Mi sono anche chiesta: se la sanità pubblica, specie nel Mezzogiorno, subisce drastici tagli, lasciando anche morire chi non può autofinanziarsi determinate cure (un esempio per tutte: le pomate e le creme per le piaghe da de cubito si possono solo comprare e costano, costano proprio tanto), come può intervenire economicamente per costringere determinati malati a sopravvivere anche contro la loro volontà?
Per concludere la serata ieri sera, ospite di “Exit”, c’era il ministro Brunetta con la sua lotta contro i fannulloni del pubblico impiego. Quel ministro è il rappresentante dei fannulloni governativi, perché, nel fare una legge assolutamente condivisibile, non ha iniziato dalla sua parte, mettendo ordine tra tutti quei suoi colleghi parlamentari (di destra, di sinistra e di centro) con doppi e tripli incarichi e relativi lauti emolumenti; non ha iniziato col far rispettare il risultato referendario che vietava il finanziamento dei partiti, facendo finta di ignorare che il rimborso spese elettorali corrisponde proprio a questo e che attualmente i partiti ne stanno usufruendo in forma doppia; tutti i benefici, di cui lui e i suoi colleghi fanno largo uso, il ministro ha preferito non toccarli; ha preferito iniziare la sua campagna dai fannulloni inermi, i dipendenti del pubblico impiego. La cosa mi ha fatto sorgere un parallelo: è come se io fumatrice accanita imponessi il divieto di fumo nei luoghi pubblici, mentre sto fumando; ma dopo mi sono ricordata che c’è già chi si comporta così: Gianfranco Fini: una volta è stato inquadrato (benedetta televisione, se tu non ci fossi, ti dovrebbero inventare) seduto al posto d’onore in una riunione di partito, mentre fumava tranquillamente, in un luogo chiuso. Allora è chiaro che Brunetta faccia allo stesso modo, anche perché ottiene più risultati: quello di punire i fannulloni, quello di rimpinguare le casse dello Stato, decurtando drasticamente stipendi, e, soprattutto, quello di mettere i lavoratori del pubblico impiego contro i dipendenti del privato (tiè! Scannatevi tra di voi!). Se le intenzioni del ministro fossero state più eque, non voglio usare in questa sede parole che potrebbero dare adito a denunce per calunnie, avrebbe iniziato dalla sua parte, cioè quella dei potenti, dopo, per la base, avrebbe istituito degli ispettori per controllare non solo la presenza ma anche il rendimento del pubblico impiegato. Ma poiché lui stesso ha detto ieri sera che il pesce puzza dalla testa, io ne traggo le dovute conseguenze.
Per finire, ieri c’erano anche i soliti giornalisti, quelli che mettono il dito nella piaga. Signori giornalisti, ve lo siete letto ieri il blog di Beppe Grillo? A quanto pare, tra non molto, anche voi, firme famose o opinionisti o direttori di testate nazionali, potreste trovarvi nella situazione di precariato: quanti piangeranno per voi?
Risposta nel blog di Lerner per la trasmissione di ieri sera.
La nausea ( per caracaterina 1015, per mauro 1018, per roberta 1019, ecc.)
Ecco! finalmente, alla fine della sua trasmissione, ho avvertito il senso di nausea che coglie il popolo di quegli estimatori che la seguono fedelmente (tra questi io e mio marito), siano essi di destra o di sinistra, quando c’è questa sovrabbondanza di perbenismo. Mi rendo conto perfettamente che la sua trasmissione vuole distinguersi dalle altre che risultano spesse volte ripetitive, con ospiti visti e rivisti, qualche volta scelti sistematicamente litigiosi per animare la scena televisiva, ecc. Per quanto riguarda il fulcro della trasmissione, vorrei rilevare che il personaggio Berlusconi vive solo perché noi tutti, in quanto spettatori e lettori dei mass media, ne sentiamo parlare; quello che mi pare non si colga del personaggio e che viene fuori solo nelle sue trasmissioni, proprio per i suoi ospiti atipici, è il fatto che Berlusconi è una persona senza sostanza, dal punto di vista politico, e che vive solo perché ha avuto l’intelligenza di circondarsi di grandi suggeritori, non so se volontari o opportunamente ricompensati ( don Baget Bozzo, Ferrara, Verdini….). Per la grande massa, quella che gli dà la possibilità di governare attraverso le elezioni, Berlusconi è il birichino delle goliardate, quello che fa ridere con barzellette o battute osé, quello che si circonda di un popolo femminile vistoso ed adorante… Quando vedo le donnine di Berlusconi, dalla Prestigiacomo, alla Biancofiore, alla Carfagna, ecc. così palesemente adoranti, penso sempre ai finti orgasmi della bravissima Marchesini ed allora riesco a ridere pure io. Ma il Berlusconi politico è quello che segue alla lettera i suggerimenti dei suoi consiglieri, quelli sopra citati. L’abolizione dell’ICI, il caso Alitalia (agli inizi di questo governo), il far finta di ignorare la crisi finanziaria che, come la paura per extracomunitari, vive solo nell’immaginario collettivo… tutto questo bla bla che fa fare ai suoi fedelissimi, gli consentono di rispettare alla lettera i consigli dei suoi suggeritori: il fattore casa, per cui tutti potremo aumentare la superficie della nostra abitazione fino al 20% , ha lo scopo, secondo me, di far venire fuori i piccoli risparmiatori che saranno costretti a mettere denaro liquido sulla bilancia e nello stesso tempo agevola la classe imprenditoriale chiamata a fare questi lavori… tranne poi, fra diversi anni, a scoprire che quei lavori non si potevano fare per l’impatto ambientale ed allora quei piccoli risparmiatori saranno fregati di nuovo con il pagamento di sanatorie, di multe, ecc. (permettetemi di essere triviale: i piccoli risparmiatori lo prenderanno in quel posto dove non batte il sole). A Palermo è accaduto con le ville di Pizzo Sella, per cui oggi i proprietari sono diventati solo affittuari. Ecco, la politica di Berlusconi è proprio questa: fumo negli occhi delle masse, tranne poi a scoprire che si sono fatte fregare. E lo vogliono mandare al Quirinale?
Dio, quanto ci costate
STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE
STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00)
TUTTI ESENTASSE
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis
AEREO DI STATO gratis
AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!)
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio)
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !! MARZO 2009
Copiato dal blog di Beppe Grillo.
La Sicilia è la regione italiana più povera. Ha la disoccupazione più alta. La Sicilia è il nostro Far West Oscuro. In Sicilia ci sono i fichi d'india, i cannoli e i morti ammazzati. Gli eroi italiani sono spesso siciliani. I mafiosi non sempre sono siciliani. L'elenco degli eroi siciliani del dopoguerra è sterminato. Una mattanza. Mi domando talvolta se Borsellino (siciliano) e Falcone (sicilano) sarebbero ancora vivi se la Sicilia fosse una nazione indipendente. Il tritolo per Borsellino arrivò dal continente. Gli spostamenti di Falcone furono tracciati da Roma. La Sicilia in povertà, soggetta alla criminalità, è un serbatoio di elettori. Chi controlla il pacchetto di voti controlla la politica nazionale. E' successo con Andreotti e il suo referente Lima. Più tardi vi furono 61 seggi su 61 assegnati a Forza Italia. Una percentuale imbarazzante persino per Ceaucescu. La Sicilia è il banco del Parlamento italiano. Una strana condizione. Gli equilibri della politica nazionale sono influenzati dalla regione ultima per reddito pro capite. Il valore del siciliano è nell'urna. La Sicilia ha più abitanti di Irlanda e Norvegia. Mussolini inviò il prefetto Mori in Sicilia. La trattò come una colonia. Qualche risultato lo ottenne, ma si fermò di fronte ai notabili. Stabilì con loro un patto di non belligeranza. La seconda guerra mondiale in Sicilia la vinsero in due: gli Stati Uniti e la mafia americana. L'esercito alleato fece una passeggiata in Sicilia. Una gita in confronto alla resistenza che incontrò dopo. Qualcuno gli consegno le chiavi dell'isola ed ebbe molto in cambio. Ammistrazioni locali, posti in Parlamento. La Sicilia ha avuto l'intelligenza di Majorana e la profondità di Pirandello, la ferocia di Riina e la gestione del potere di Provenzano. La Sicilia è eterna. E' crudele. E' indefinibile. E' ovunque ci sia un siciliano. Per chi vi è nato Palermo è il centro del mondo. La Sicilia ha tutto. Sole, mare, paesaggi, arte, storia, agricoltura. La Sicilia non ha niente. Inceneritori, emigrazione, criminalità. E' una chimera nata con l'Unità d'Italia. Una Nazione? Stato? Regione? in crisi di identità o, forse, con identità multiple. In Sicilia si dice ancora cattivo come un piemontese. I libri di Storia raccontano la favola di mille camicie rosse che liberano un'isola di milioni di persone. Quell'isola è in catene. E' autonoma, ma senza autonomia. Ricca, ma povera. Ha il maggior numero di patrimoni dell'umanità dell'UNESCO in Italia. Catania e Palermo sono sommerse dai debiti. L'Italia non ha fatto bene alla Sicilia. Forse, da sola, la Sicilia può risorgere. Con l'Italia, questa Italia, può solo affondare. U pisci feti da testa. E la testa è a Roma.
Mi pare proprio che Beppe Grillo fa un ritratto perfetto della nostra isola, forse manca di qualche approfondimento: la filosofia del popolo siciliano, per esempio, quella del lasciar fare, quella della non-reazione, quella dell'assistenzialismo di Stato, quella del clientelismo ad oltranza, quella dell'accontentarsi del poco, ecc. si potrebbe fare un lungo elenco, ma voglio fermarmi qua. I mali dell'isola traggono la loro origine proprio dal carattere dei suoi abitanti. Ma quello che più appare strano, ai miei occhi di siciliana, è la trasformazione che questo popolo subisce appena attraversa lo stretto. Tanto è mentalmente pigro nella sua terra, tanto diventa alacre lavoratore, pieno di energia, di inventiva, di capacità di adattamento. L'importante per noi siciliani sarebbe attraversare lo stretto, assorbire buona parte del pragmatismo nordico e riportarlo nell'isola. E invece no, noi non lo sappiamo fare, o meglio, noi non lo vogliamo fare perchè, non appena riattraversiamo lo stretto in senso contrario, immediatamente riprendiamo lo stile di vita secolare dell'isola. Prendiamo la filosofia del lasciar fare: stiamo consentendo ai leghisti del nord di trasformare Lampedusa, una nostra perla, in un ghetto... e restiamo tranquillamente a guardare i lampedusani che si dibattono tra la filosofia dell'accoglienza, naturale per quella gente, e quella della xenofobia imposta dai leghisti. Noi li guardiamo e ci diciamo: se la sono cercata, hanno creato il partito leghista del sud, chi glielo faceva fare? Ci stanno togliendo la sanità pubblica (anche se spesse volte era mala sanità pubblica, ma almeno c'era), tra poco dovremo andare a pagare tutto e noi lasciamo che l'attuale governo regionale ci depredi anche della salute, senza reagire. Sentiamo ogni giorno parlare dei vari lavoratori atipici, che protestano (o fanno finta di protestare, solo per gettare polvere negli occhi dei veri lavoratori) per avere il posto fisso, sapendo benissimo che a loro e agli amministratori locali conviene mantenere lo status quo, perchè loro, nelle restanti ore, si potranno fare il loro lavoro in nero e potranno sempre rappresentare per gli amministratori un larghissimo bacino di voti. Il clientelismo dopo è la piaga dominante dell'isola: non si può far nulla qua se non c'è il battesimo del potente di turno. Occorre solo farsi un giretto nei vari uffici regionali: c'è gente che si contende il lavoro, pur di non grattarsi più la pancia; per un solo ufficio, spesse volte ci sono più dirigenti che impiegati; se chiedessimo a questa gente come sono entrati a lavorare alla regione, altro bacino eneorme di voti di scambio, ci direbbero che hanno usufruito di leggi e leggine fatte ad hoc, alla regione non si entra più per concorso pubblico, ma per quanti voti hai saputo portare a questo o a quel politico. E il popolo siciliano si accontenta di sopravvivere. Per questo invito Beppe Grillo a venire a "girare" per la Sicilia o a mandare una sua delegazione, a vedere qual è il tenore di vita, quale la filosofia del popolo siciliano. Dico questo perchè sono assolutamente convinta che se noi Siciliani non avremo mai il coraggio di guardarci allo specchio e vederci per quali siamo, i Vespri Siciliani saranno solo un capitoletto della storia locale.